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martedì 5 gennaio 2010

Le Vongole della Vigilia…

000-Sonnacchiosamente

Capodanno è passato e ci ha lasciato tutti sonnacchiosi e oziosi su sedie e divano.
Anche Dino, il gatto patatoso della Gatteria, schiaccia un pisolo nel pomeriggio in attesa che il primo giorno dell’anno nuovo scivoli via.

Per queste feste miciapallina non ha cucinato, tuttalpiù ha panificato alacremente concedendosi qualche bizzarria spicciola.

Divertissement festivi. 

Natale e Capodanno con menù a sorpresa organizzato da Fratell-One e Nonna Gatta!

Gran regalo davvero!

Ed è stato così, che per la Vigilia sono arrivate le Vongole!

001-tre vongole a spasso

“Come la faccio io la pasta con le vongole, non la fa nessuno” mi sono sempre vantata, poi è arrivato lui, il Fratell-One, e che buon sangue non mente si è capito subito, tale madre, tali figli!

Semplice semplice, come nella tradizione micesca, profumata di mare, pochi gli ingredienti necessari ma “rigorosamente” freschi, ed ecco la:

Pasta e vongole per l’alba del Natale

008-In attesa della pasta

Per farla abbiamo “invitato” alla nostra tavola:

610 500 gr di Linguine Garofalo

610 un paio di manciate di vongole veraci, quantità a piacere

610 olio e.v.o.

610 4 spicchi d’aglio

610 una decina di pomodorini dolci

610 un ciuffetto di prezzemolo tritato fresco

610 un bicchiere di vino bianco

610 un peperoncino rosso

002-Pomodori e vino bianco

La prima cosa da fare e “aprire” le vongole.
Fuoco bello forte e quando il tegame preposto all’operazione è caldo, buttateci le vongole dentro e coprite.
Un attimo, e subito le piccoline iniziano ad aprirsi ad una ad una con uno schiocco.
Bisogna essere pronti a “recuperarle” e a metterle via, perché il trucco, con loro, è non farle cuocere troppo, altrimenti poi assomiglieranno a piccole gomme.
Quando le avremo recuperate tutte, filtriamo l’acquetta che rimane nel tegame e teniamola da parte (si lo so che siete curiosi, ma ve lo dico poi a cosa servirà…).

003-Aglio dorato

Nella bella padellona salta pasta il Fratell-One ha fatto dorare gli spicchi d’aglio pianino pianino.
Interi, così poi siete liberi di tenerli (come faccio io) o di toglierli (come farebbero i vampiri)!

Con piglio sicuro del cuoco consumato, ha aggiunto le vongole, sfumato con un bel bicchiere di vino bianco, versato i pomodori a pezzetti e il peperoncino (lui lo ha messo intero) e fatto cuocere, a fuoco bello vivace.

004-nel sughino

Il sughino dei pomodorini si asciuga rapido, le vongole restano morbide ma si inzuppano del profumo del pomodoro.
E’ un connubio “eccitante” per le papille gustative!

005-in cottura

A fine cottura, una spruzzata di prezzemolo, senza esagerare, in attesa di scolare la pasta.

007-Dettagli

Ecco, la pasta scoliamola un attimo prima, un poco più al dente, così da poter terminare la cottura insieme al sughino.

Fratell-One ha scolato la pasta nella padellona salta pasta, ha aggiunto l’acquetta delle vongole che aveva messo da parte all’inizio, e poi ha iniziato …. a saltare davvero la pasta!

014-Salta la pasta 
oioisantamammadeifelini!

Ho anche provato a fare delle foto, ma ero così incantata che non ci sono riuscita.

La padellona salta pasta emetteva dei gridolini di gioia ad ogni evoluzione mentre io mi aspettavo da un momento all’altro di vedere le linguine volare da ogni parte…. e invece no!

Operazione “salta pasta” perfettamente riuscita!

Dubito che la mia padella mi rivolgerà mai più la parola, io l’avevo abituata cosi…

010-Quanto è bello saltare

… ma ora che lei ha scoperto la sua vera natura di acrobata sarà difficile farla tornare a più miti consigli!

Comunque, le vongole, le linguine e tutto il sughino, sono rimaste dentro, l’acquetta vongolosa ha reso la pasta morbida e voluttuosa impedendogli di asciugarsi durante il “salto” (qui di seguito una foto del voluttosa…)

013- Dettagli

E così, ci siamo avvicinati al Natale, tutti insieme, miciapallina e GrandeGatto, NonnaGatta, Fratell-One, e tutti i pelosi.
La cena a base di pesce, come da tradizione, i mici miagolanti da sotto le sedie, ma anche da sopra le sedie… e tendenzialmente anche da sopra la tovaglia…

016-Dettagli

Fratell-One ha davvero cucinato da Oscar, noi abbiamo apprezzato anche questo modo “rosato” di cucinare la pasta con le Vongole e un bicchiere di vino in più non ha fatto male a nessuno!

018-Dettagli

Colgo l’occasione per ricordare a tutti che il Contest in collaborazione con la pasta Garofalo (vedete l’invito li a fianco?) è stato prorogato fino al 15 di gennaio!

La giuria, composta da Tzatziki a colazione, Lost in kitchen e Senzapanna, aspetta le vostre ricette…. correte a cucinare!

Un’ultima curiosità…..

Sapete come si riconoscono le “nostre” vongole veraci da quelle, per esempio, spagnole?

Dalle piccole corna! (o erano occhietti?)

017-Dettagli 

Le nostre vongole veraci infatti hanno quelle due piccole cornina separate (se provate a passarci in mezzo una forchetta o uno stecchino vi accorgete che sono 2, distinte e separate) mentre nelle altre vongole le due cornine sono unite da una membrana!

Non è buffa la natura?

Le Renne

Vabbè… magari non proprio cosi buffa, ma chi può dirlo!

Comunque, mentre l’epifania si avvicina per portar via tutte le feste (o quasi… perché il 7 di gennaio ci sarà il megacompleanno di GG…, l’uomogatto portato dalla befana) io torno a pisolare sul divano, insieme al patatoso la sopra….

nasinasi vongolosi a tutti.

venerdì 11 dicembre 2009

Il Baccalà dell’ArchiCuoco

… del bello e del buono delle chiacchiere di cucina!

Occhioni

No no, lui non centra assolutamente nulla con il Baccalà!
Si, è un gattuccio, ma non è un pesce!

Ma in apertura dell’ultimo post abbiamo messo la foto di Misti-canza e per evitare scene di gelosia ed inutili musi lunghi (o si…. i gatti lo fanno!) abbiamo dovuto accontentare anche Ogheddu!

Che ci tocca fare per accontentarli tutti sti mici!

In questo post voglio parlarvi di una delle mie passioni.

Cucinare il pesce!

Baccala

Come sapete vengo da un’isola, nata e cresciuta in una città spiattellata lungo la costa, con un mercato del pesce che è “fa-vo-lo-so” e dove mammagatta mi portava sin da piccola.
Già, altri bambini passeggiavano nei negozi di giocattoli e io con mammagatta nel mercato del pesce di Cagliari… con le voci alte che si rincorrevano da un banco all’altro, voci che vantavano la freschezza, i colori, l’odore del mare, ricette sussurrate quasi come fossero segreti di stato, da bocca ad orecchio.
Anche il mio papà andava a pescare, a bolentino fermo in mezzo al mare o con la canna da riva.
A noi piccoli le sere d’estate, dopo il bagno e la merenda, veniva consegnata una lenza su un sughero e, dalla riva, giocavamo a chi prendeva più pescetti….

Triglie

… pescetti che la mamma poi friggeva e che si mangiavano, caldi caldi, come biscottini croccanti.

Quando il pesce è buono ed è fresco, per cucinarlo occorrono pochi orpelli.

La cucina Sarda è così, pochi elementi, cotture poco elaborate, sapori forti.

E così mi piace cucinare…. ma poi venendo a Roma, pur di mangiare il pesce, mi ero adattata a prendere quello di allevamento, perché il pesce buono si trova (eccome!) ma bisogna conoscere la pescheria giusta, o spostarsi (e con il lavoro non è possibile) e costa caro…. carissimo!
Altro che pescherie…. Tiffany!

Coccio da zuppa

La zuppa di pesce… me la sogno!

E poi, l’incontro inaspettato con una pescheria, La pescheria di Patrizia, vicino al mio nuovo ufficio.

Diciamo che sono diffidente, e molto, e schizzinosissima in fatto di pesce, quindi il mio approccio con Patrizia ed il suo “Antro” è stato cauto cauto.

Ci passo davanti tutti i giorni, prima di fretta, quasi in fuga (tanto li il pesce d’allevamento mica lo trovo…. e guarda che prezzi…. e….. mmmmmmm senti che odorino buono…..), poi ho iniziato a rallentare, a sbirciare, a farmi tentare…

Come un gatto che deve venire a mangiare dalle mani di uno sconosciuto, la prima volta che ho comprato il pesce da Patrizia l’ho fatto quasi scappando… un piede dentro ed uno già fuori… toccata e fuga…

Vi ricordate l’Azzurro di queste Alici?

uuuuuuuuuu… il sapore del pesce fresco è ineguagliabile!

E poi da Patrizia il pesce te lo puliscono, se lo chiedi, te lo sfilettano, te lo preparano, ti danno anche i consigli giusti per cucinarlo…. tutto sommato il prezzo è quello giusto… e così, fra una chiacchiera e un cartoccio di pesce, fra una frittura mista e le alici marinate… eccomi, sono stata catturata!

Patrizia
Questa donna mi ha presa letteralmente per la gola!

O no, non rinnego di certo “Lo sciocco pesce” che avete letto, ma vogliamo mettere con “Le mormoranti mormore” che ho cucinato dopo?

Quindi, in primis aspettatevi un bel post, solo sulla Pescheria, in seconda battuta, adesso posso sfogare tuta la cucina repressa che avevo!

Anche GrandeGatto è felice di questa nuova vena nella miniera cucina, e ne approfitta a larghe mani… anzi, a larga bocca!

E arriviamo al baccalà!

Che da li siamo partiti, ma io faccio sempre dei giri “immensi” per poi tornare al punto!

Il baccalà dell’ArchiCuoco!

Baccala pomodorino uvetta e pinoli

L’ArchiCuoco, in realtà, è uno dei miei capi, un grande architetto, con la passione per la cucina.
Durante il caffè della prima mattina (prima di tutto un caffè… poi si lavora!) spesso si parla di cucina, di quello che si è preparato la sera prima, di quello che si cucinerà oggi… e si scambiano le ricette.

O meglio, lui da a me delle ricette che io poi provo.

In uno di questi scambi unidirezionali, un giorno che Patrizia mi aveva “passato sottobanco” un baccalà ammollato che sembrava parlare, l’ArchiCuoco mi ha “sussurrato” questa ricetta (L’ArchiCuoco che sussurrava alle micepalline…. mi ricorda qualcosa…)

Gli ingredienti, per due persone:

610  un bel filettone di Baccalà ammollato bene (circa 600 gr)

610  una cipolla tagliata sottile

610  pomodorini

610  una manciata di uvetta

610  una manciata di pinoli

Proprio una ricetta come quelle che piacciono a me!

Veloce veloce, pulita pulita.

In una padellona ho messo la cipolla tagliata a fette sottili, i pomodorini, il baccalà tagliato a pezzi grossi (ne sono venuti 4 pezzotti), l’uvetta (fatta rinvenire in un pochino d’acqua tiepida) i pinoli e un peperoncino.

Coperto e fatto cuocere a fuoco basso.

Il sale lo aggiungiamo a fine cottura, perché con il baccalà non si sa mai.

La ricetta dice di aggiungere un pochino d’acqua perché la cosa buona alla fine è inzuppare nel sughino, noi invece abbiamo messo i pomodorini in scatola con il loro liquidino.

Il baccalà cuoce veloce, quindi è perfetto per noi che rientriamo a casa tardi (intorno alle 20:00) e infreddoliti.

Il tempo di cambiarci ed è pronto in tavola!

Baccala pane e vino

Un boccalino di vino bianco (praticamente un bicchiere per GG), una bella fetta di pane da inzuppare nel sughino (che merita l’oscar dei sughini) un frutto e nanna presto soddisfatti e contenti!

Cucinare il pesce è meraviglioso, non pensate anche voi?!

un triplice Hurrà all’ArchiCuoco, al pesce buono e a chi lo sa vendere!

GAtto in Scatola

E mentre Ogheddu l’uragatto, soddisfatto per la sua apparizione pubblica, esplora una scatola trovata “per caso” sul tappeto, noi ci ritiriamo in buon ordine per il fine settimana, soddisfatti per essere riusciti “in corner” a interrompere questo digiuno (oooops"! questo silenzio) forzato.

nasinasi pesciolini

p.s. in attesa del post dedicato solo a loro questo è l’indirizzo dove trovate La Pescheria di Patrizia:
Via Borghesano Lucchese 43
00146 Roma

e questa è la via per arrivarci

… se non abitate a Roma… quanto mi dispiace!

venerdì 30 ottobre 2009

La zucchina monotematica

e dopo l’arancio ecco il verde!

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Si si, per smorzare un poco i toni incattiviti e seri dell’ultimo post ora riprendo con i colori (ma quanno ce vò ce vò…)!

Venghino siori venghino, oggi va in scena per noi il Verde!

Antefatto

Verso la fine di quest’estate, dal nostro spacciatore di verdurine sane e buone (proprio quello qui sotto)…

Spacciatore di Verdurine

… abbiamo fatto l’incontro con due zucchine decisamente particolari.
Io zucchine così grandi non ne avevo mai visto!
Sarà che dalle parti mie la frutta e la verdura “originale” è tendenzialmente piccola.
Piccola ma molto saporita e sugosa.

“Pitticchedda, tottu succiu” (Piccola ma tutto succo)

E’ una frase che si usa spesso e anche rivola alle persone per indicare quelle che, pur dall’apparenza piccola o gracile, in realtà sono “concentrate” di sostanza!

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Quando ho visto queste “cose” ho pensato che fossero senza sapore, stoppose, tutto semi, come capita spesso con questi esemplari troppo cresciutelli.

Il signor Marcello però mi ha detto “nono bella signora, sono buone buone, le provi”.

A me, sarà che mi chiama sempre bella signora, sarà che da quando lo abbiamo incontrato abbiamo fatto mangiate di, nell’ordine, ciliegie spettacolari, albicocche che sembravano pesche e pesche… santamammadeifelini, pesche così non le mangiavo da quando stavo a Cala Sinzias (Costa Rei, Villasimius, Cagliari) e la mamma le comprava in un orto dove ce le raccoglievamo direttamente dagli alberi… senza parole!
Sarà tutto questo, ma io non gli so resistere a questo signore qui, e le ho comprate!

RAssicuro GG… le faccio ripiene come faccio io… suona più come una minaccia!

Fatto

Le Zucchine ripiene di Zucchine

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Ad onor del vero, bisogna dire che è stata una vera goduria cucinarle.
Erano sode, con pochi semi, molto profumate.

Signor Marcello, lei si che sa come prendere le donne!

Per prima cosa le ho svuotate con un cucchiaio (generalmente uso un cucchiaino, ma qui non c’è stato bisogno). Delicatamente, per non romperle, e lasciando uno spessore tutto intorno.

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Mentre i “gusci” della zucchina riposavano su una teglia ricoperta di carta forno in tutto il loro splendore (belli erano davvero belli), ho spezzettato  la polpa in un tegame, ho aggiunto una cipolla tagliata fine, uno o due spicchi d’aglio a pezzettini, un girino d’olio evo, un pizzicotto di sale, ho incoperchiato e lasciato stufare a fuoco basso qualche minuto.

Poi ho scoperchiato e alzato la fiamma, perché l’acqua si ritirasse velocemente e la polpa tornasse all’olio prima di cuocer troppo diventando una pappetta.

A fuoco spento ho aggiunto una bella cucchiaiata di prezzemolo tritato.

Mentre la polpa raffreddava ho cubettato piccino un wurstel (o preferendolo una fetta spessa di prosciutto cotto) e un pezzetto di Dolce Sardo (ma va bene un formaggio qualsiasi a pasta molle e dolce o gruviera o emmental).

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Ho unito alla polpa ormai fredda, due uova sbattute, il formaggio, i cubetti di wurstel, maggiorana, due cucchiai di parmigiano, qualche foglietta di basilico spezzata con le zampine, ho dato una bella rimescolata e ho riempito le mie zucchinotte.

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Sul fondo della teglia dei pomodorini schiacciati (o polpa di pomodoro), lasciandone cadere qualche tocchetto anche sopra le zuccotte.

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Alla fine la teglia si presenta così, ed è inquietante che con “solo” due “piccole” zucchine io abbia stressato quel povero contenitore pieno all’inverosimile.

Ammetto che nonostante le rassicurazioni del Signor Marcello, nonostante la consistenza della polpa fosse bella soda e con pochissimi semi, nonostante il profumo che aleggiava in cucina (con conseguente GrandeGatto che “passeggiava casualmente” da quelle parti), non ero ancora del tutto convinta da questi “mostri” di zucchine!

A questo punto, una spolverata di parmigiano, e in forno.

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Forno medio basso (180°) per far cuocere bene i bordi senza bruciare il ripieno.

30/45 minuti, controllando la cottura.

A me, per esempio, piace che il guscio sia cotto ma ancora sodo, altri lo preferiscono morbido morbido, altri invece lasciano meno spessore e fanno cuocere pochissimo.
Considerate che l’impasto del ripieno è già cotto, solo l’uovo deve rassodare, ma per quello basta poco.

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Il profumo nella cucina era buonissimo, anche il fratell-ONE, che non ama le zucchine e il formaggio, ha apprezzato questa nuova “fragranza deodorante per ambienti”.

Il tempo di preparare la tavola (altrimenti sembrerebbe di mangiare piccoli vulcani in fase eruttiva…) e si va in scena… oooooops!

A tavola!

Che dire… le Zucchine monotematiche sono piaciute assai assai (ma dai? davvero in sei anni ancora non le avevo mai cucinate?) e, con preghiera di rifarle presto, le boccucce affamate si sono spazzolate tutto sto ben di dio!

DSC04852-PIC

Di chi erano le boccucce?

Ma quelle di miciapallina e di GrandeGatto!

Che vi pensavate? Un battaglione?

nasinasicolorati

 
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