(perché l’Arancione è davvero un bel colore!)
Se qualche anno fa mi avessero chiesto quale fosse il mio colore preferito avrei risposto subito e senza ombra di esitazioni: “Il Rosso”!
Poi sono passata (e per lungo tempo) nella mia fase Blu.
Fortunatamente non sono mai entrata nelle fasi “Nero” o “Marrone” anche se i colori mi piacciono tutti e potendo mi vestirei da Arcobaleno.
Da qualche anno a questa parte non ho di nuovo esitazioni ed alla stessa domanda posso rispondere senza esitazione “L’Arancio”!
Se qualche anima coraggiosa se la sentisse di dirmi cosa significa la preferenza di un colore piuttosto che un altro ringrazio anticipatamente, io per ora sto nella mia incoscienza e mi godo il mio bel colore!
Capirete bene che questo periodo dove la zucca impazza mi è proprio consono e se non fosse per il freddo (io sono più una lucertola che un pinguino) l’autunno sarebbe proprio la mia stagione preferita!
Da quando il FratellOne vive con noi però, avendo scoperto che a lui la zucca proprio non aggrada (sob sob), e considerando che la cucina è un atto di amore, cerco di tenermi alla larga il più possibile da questa meraviglia Arancione (ho detto il più possibile, non ho detto che non la uso più!).
Quindi questa è una ricetta Zucca-Free!!
Una ricetta super facile, super veloce, super super buona e a cui tengo tantissimo, perché è una ricetta del mio GrandeGatto, e io ve la passo con un Grande Sorriso perché sono CERTA che metterà allegria anche a voi!
Il RisarAncio che mette allegria
(anche detto risotto alla carota)
Che cosa occorre per preparare questo risotto… mumble mumble (pallina pensierosa)…
Innanzi tutto tanta voglia di pappa buona e di pappa allegra… se non si avesse voglia di pappa allegra non preoccuparsi troppo, questo risotto l’allegria la fa venire.
Poi ci procuriamo una bella colonna sonora!
Nel lettore di CD una bella musichetta degli ABBA, per esempio, o un bel Bublè.
Poi, beh, il riso direi! (se seguite il link qui o qui scoprirete quali e quanti tipi di riso, ma quella non è farina del mio sacco).
Ricapitolando: per 3 persone (abbondanti)
300/400 gr di riso (io uso un riso “fino” parboiled che tiene bene la cottura ma rilascia quel poco di amido che mi piace per la mantecatura)
Per cominciare tagliamo la cipolla sottile e le carote a “julienne” e le mettiamo in una bella pentola (ma anche se non è bella bella le carote non si offendono) con un pochino di olio e.v.o. e le facciamo appassire a fuoco basso.
E questo è il fondo.
Quando le carote sono “appassite” (porelline) aggiungiamo il riso e lo facciamo scoppiettare un pochino.
E questa è la tostatura.
Aggiungiamo il vino bianco e lo facciamo asciugare, girando sempre per evitare che il riso attacchi.
Quando il vino è completamente asciugato allora aggiungiamo il brodo, un mestolo alla volta, sempre badando che il riso non attacchi.
Quando il riso è cotto lo togliamo dal fuoco, copriamo e lo lasciamo riposare un poco in modo che l’amido faccia quella cremina buona buona che lo avvolge.
Questa è la mantecatura, che prevede l’aggiunta di una noce di burro (appunto per dare cremosità e legame) e qualche cucchiaio di parmigiano ma, siccome siamo sempre in Guerra Santa con il Signor Colesterolo, noi il burro non l’abbiamo messo e ci siamo accontentati così.
Nel negozio Natura Sì vicino all’ufficio ho trovato una deliziosa cremina di farro da utilizzare al posto di panna e burro per la mantecatura del riso e per rendere cremose certe paste.
E’ ottima…. mi sa che la prossima volta ve la fotografo!
Bene!
Siccome ho un magnifico risotto che mi aspetta, io torno di la a sentire gli ABBA….. “Mamma mia, here I go again…” e a voi lascio la foto di una sontuosa Zucca francese!
Pallineggiando vi saluto!
nasinasiarancioni






