Ci pensavo questa mattina al risveglio, nella penombra delle 5e30….
….. ma no, non al polpo!
Pensavo alle cose che amo, a parte quelle grandi come mio marito il GrandeGatto, la mia famiglia, la mia casa, i gatti, io e GG sulla moto da soli…. ecco, a parte quelle.
Per esempio….
Amo svegliarmi la mattina e nella luce bassa “accorgermi” che i miei gatti dormono nel letto con noi….
… Dino generalmente disteso di traverso al centro del lettone, tutto allungato occupando uno spazio pari a quello di una panterona, Puzzetta spesso avvolta dal fratello in un abbraccio sonnacchioso, Misti nel cestino ai piedi del letto, Ogheddu sul mio cuscino a farmi da copriorecchie, oppure sul davanzale della finestra, per controllarci tutti…
Amo il mio glicine in giardino…
che quest’anno ci ha regalato una fioritura spettacolare, con fiori lunghi anche 120 cm… misurati e certificati!
Sembrava una tenda di pizzo lilla, una cortina in carta di riso, eterea e profumata…
… e no, quello nascosto in mezzo alle foglie non è un fiore con le orecchie, è puzzetta che gioca a nascondino con gli altri gatti.
Secondo noi finirà per fare il nido lassù! Passerotto!
Amo guardare la lana colorata…
… mi piace immaginare cosa riuscirò a creare, toccarla, pensare di trasformarla, e alla fine regalarla.
Amo la nostra moto…
… mi piace sia quando fa da cuccia ai gatti che quando ci scarrozza per kilometri e kilometri in lungo e in largo!
E in moto Amo quando andiamo a spasso e sono insieme ai “miei” uomini, il mio compagno marito ed amore GrandeGatto, il mio Fratell-ONE e il nostro caro amico AxelT.
Iinsieme sembriamo i 4 moschettieri a cavallo dei nostri moderni cavalli.
E’ una sensazione per me ineguagliabile!
Tutti e 4 assieme siamo “famiglia” e le tre motine che filano all’unisono mi fanno sentire leggera e protetta, soddisfatta.
Sono attimi…. ma tutto questo, direte, cosa centra con il Polpo?
Centra, centra, perché l’altra cosa che Amo è cucinare, e quando sento che le voci dei miei commensali si abbassano, quando vedo che gustano quello che ho preparato per loro, quando vedo il piatto di portata ripulito e le facce soddisfatte… ecco!
Quel momento li NON – ha - prezzo!
Il polpo stufato “dolce, dolce, piano, piano.”
Intanto procuratevi un’amica che vende del pesce buono, come io ho Patrizia.
Se proprio non avete un’amica così, vabbè, allora accontentatevi di trovare una pescheria che vi serva del pesce altrettanto fresco e buono e, soprattutto, pulito e preparato per la pentola se, come me, lavorate tutto il giorno e proprio non avete tempo.
Sabato scorso, alla ricerca di cosa cucinare per la sera, da Patrizia ho adocchiato dei polpetti che avevano scritto in fronte “portaci a casa con te”…. e come si fa a resistere ad una supplica così accorata?
Non si resiste infatti.
Arrivati a casa ho adagiato con molto amore le loro maestà nel mio capiente padellone, regalo della mia mamma.
Ho tritato dell’aglio (per il mio gusto ho messo 4 spicchi tritati grossetti per 1 kilo e 800 di polpo già pulito, ma voi mettete a vostro piacere), un pomodorino secco scosso dal sale in eccesso, un filino di olio d’oliva e.v.o. (quello buono buono che viene dalla sabina… ricordate?)
Ho chiuso il padellone, fuoco bassissimo e li ho lasciati soli, i polpetti e la fiamma, ad amoreggiare in tranquillità per un’oretta….
Dolce, dolce, piano, piano, che come avrete notato (e se non l’avevate fatto ve lo faccio notare io!) è anche la nuova etichetta nella ciotolina della Gatteria…
Si, perché per un poco confesso di avere anche pensato di chiudere la cucina della Gatteria, di continuare a parlare solo di gatti, di amici, di viaggi e di moto.
In rete ci sono tante ricette belle davvero, serie, ricette davanti alle quali io mi incanto e mi sento piccolissima… ma che non avrò mai il tempo di fare.
Il tempo e la voglia… perché la mia settimana lavorativa, qui nella cripta, è sempre di corsa, in lotta contro il tempo e contro lo stress… così quando arrivo a casa la sera mi resta solo la voglia di cose coccole, magari anche da cucinare velocemente, ma che siano “lente e dolci” nella loro anima…
E quando poi arriva il fine settimana e ho di nuovo il tempo di dedicarmi alla mia passione…. no per favore, niente stress in cucina.
Il lento sobbollire di una pentola, la leggerezza di pesare gli ingredienti a pugni e pizzichi, le torte alle mele che rustichevolmente “crollano” sotto il peso dei pezzi grossi e che quando le sformi perdono qualche angolino perché non ho imburrato bene la teglia… anche queste sono cose che Amo.
E d’altronde una cucina che sia buona, sana, che faccia festa intorno alla tavola, non può essere privilegio solo dei cuochi professionisti.
Penso che con pochi accorgimenti, con un sorriso sulla faccia ed il mestolo in mano, magari con un bel CD di musica o (se siete fortunati come me, molto molto fortunata) con il figlio del vicino che si esercita con Chopin e il Jazz dall’altra parte del muro della cucina…. chiunque può creare un’armonia di gusto e profumo che farà felice chi mangia!
Ecco, mentre io mi lasciavo andare a queste chiacchiere, i polpetti e la fiamma hanno appunto amoreggiato per un’oretta, quindi li disturbo e verso dentro la padellona un bicchiere abbondante di vino bianco, un bel Vermentino di Gallura, per stare in tema del nostro prossimo viaggio, lo stesso vino che servirò bello freddo stasera a cena.
Chiudo e lascio che anche il vino amoreggi con i polpetti, sempre dolce dolce, piano piano, ancora per un’oretta…..
Poi scoperchio, alzo la fiamma per restringere l’eventuale sughetto rimasto, aggiungo una manciata di prezzemolo tritato fresco, giro, spengo il fuoco e porto a tavola….
Dolce dolce, piano piano… senza stress, facile, buono!
GrandeGatto ha gradito, il nostro moschettiere AxelT anche, i mici hanno assaggiato qualche pezzetto e, anche loro, parevano soddisfatti, visto che reclamavano il bis!
Speravo ne restasse qualche pezzo per il giorno dopo…. ma le mie aspettative si sono rivelate troppo rosee ed anche il fondo del padellone è stato ripulito con una notevole scarpetta alla fine della cena….
Magia della semplicità!
nasinasigolosi

