martedì 20 ottobre 2009

Il RisArancio che mette allegria!

(perché l’Arancione è davvero un bel colore!)

01-Tutt-arancio

Se qualche anno fa mi avessero chiesto quale fosse il mio colore preferito avrei risposto subito e senza ombra di esitazioni: “Il Rosso”!
Poi sono passata (e per lungo tempo) nella mia fase Blu.
Fortunatamente non sono mai entrata nelle fasi “Nero” o “Marrone” anche se i colori mi piacciono tutti e potendo mi vestirei da Arcobaleno.
Da qualche anno a questa parte non ho di nuovo esitazioni ed alla stessa domanda posso rispondere senza esitazione “L’Arancio”!

Se qualche anima coraggiosa se la sentisse di dirmi cosa significa la preferenza di un colore piuttosto che un altro ringrazio anticipatamente, io per ora sto nella mia incoscienza e mi godo il mio bel colore!

Capirete bene che questo periodo dove la zucca impazza mi è proprio consono e se non fosse per il freddo (io sono più una lucertola che un pinguino) l’autunno sarebbe proprio la mia stagione preferita!

Da quando il FratellOne vive con noi però, avendo scoperto che a lui la zucca proprio non aggrada (sob sob), e considerando che la cucina è un atto di amore, cerco di tenermi alla larga il più possibile da questa meraviglia Arancione (ho detto il più possibile, non ho detto che non la uso più!).

Quindi questa è una ricetta Zucca-Free!!

Una ricetta super facile, super veloce, super super buona e a cui tengo tantissimo, perché è una ricetta del mio GrandeGatto, e io ve la passo con un Grande Sorriso perché sono CERTA che metterà allegria anche a voi!

Il RisarAncio che mette allegria
(anche detto risotto alla carota)

Eccolo il risotto

Che cosa occorre per preparare questo risotto… mumble mumble (pallina pensierosa)…

Innanzi tutto tanta voglia di pappa buona e di pappa allegra… se non si avesse voglia di pappa allegra non preoccuparsi troppo, questo risotto l’allegria la fa venire.

Poi ci procuriamo una bella colonna sonora!
Nel lettore di CD una bella musichetta degli ABBA, per esempio, o un bel Bublè.

Poi, beh, il riso direi! (se seguite il link qui o qui scoprirete quali e quanti tipi di riso, ma quella non è farina del mio sacco).

Ricapitolando: per 3 persone (abbondanti)

610 300/400 gr di riso (io uso un riso “fino” parboiled che tiene bene la cottura ma rilascia quel poco di amido che mi piace per la mantecatura)

610 4/5 belle carote

610 una bella cipolla

610 olio e.v.o.

610 un bicchiere di vino bianco

610 brodo

02-Soffritto alle carote

Per cominciare tagliamo la cipolla sottile e le carote a “julienne” e le mettiamo in una bella pentola (ma anche se non è bella bella le carote non si offendono) con un pochino di olio e.v.o. e le facciamo appassire a fuoco basso.

E questo è il fondo.

Quando le carote sono “appassite” (porelline) aggiungiamo il riso e lo facciamo scoppiettare un pochino.

E questa è la tostatura.

03-Riso Soffritto

Aggiungiamo il vino bianco e lo facciamo asciugare, girando sempre per evitare che il riso attacchi.

Quando il vino è completamente asciugato allora aggiungiamo il brodo, un mestolo alla volta, sempre badando che il riso non attacchi.

Quando il riso è cotto lo togliamo dal fuoco, copriamo e lo lasciamo riposare un poco in modo che l’amido faccia quella cremina buona buona che lo avvolge.

04-MantecaturaJPG

Questa è la mantecatura, che prevede l’aggiunta di una noce di burro (appunto per dare cremosità e legame) e qualche cucchiaio di parmigiano ma, siccome siamo sempre in Guerra Santa con il Signor Colesterolo, noi il burro non l’abbiamo messo e ci siamo accontentati così.

Nel negozio Natura Sì vicino all’ufficio ho trovato una deliziosa cremina di farro da utilizzare al posto di panna e burro per la mantecatura del riso e per rendere cremose certe paste.
E’ ottima…. mi sa che la prossima volta ve la fotografo!

Bene!

Siccome ho un magnifico risotto che mi aspetta, io torno di la a sentire gli ABBA….. “Mamma mia, here I go again…” e a voi lascio la foto di una sontuosa Zucca francese!

Pallineggiando vi saluto!

Zucchissima

nasinasiarancioni

lunedì 19 ottobre 2009

Ci facciamo un goccetto?

(solo per digerire meglio la vita… )

01-DSC05499

Lungi da me l’idea di corrompervi e istigarvi a bere!

Chi mi conosce sa infatti molto bene come io regga l’alcool…. tre mon chéri e sono andata, una fetta di zuppa inglese e mi ritrovo seduta per terra a ridere fino allo sfinimento… l’altrui sfinimento, naturalmente!

però...

dai…

su…

perdindirindina….

Ogni tanto c’è davvero bisogno di un aiutino per digerire la vita!

DSC05501-fiore di basilico

E facciamole un po' di lagne qualche volta!

Il tempo che non basta mai, il lavoro di cui non ti puoi lamentare perché  “beata te che lo hai un lavoro”…  si vabbè… ma se a me non piace non posso almeno dirlo?
Le giornate che filano vie diritte come un fuso e quando arrivi a casa alle 20:00  sei già in piedi da 15 ore e hai ancora un sacco di doveri prima di ripiombare a letto….
e vorresti fare tante cose, vorresti fotografare, scrivere, aggiornare il blog, stare in contatto con gli amici, finire un lavoro a maglia, studiare, fare quella marmellata che ti stuzzica tanto prima che il tempo dell’uva finisca…. ed è finito…. il tempo…. e non ce l’hai fatta a fare nulla… altro che la marmellata!

E allora? non ci vorrebbe davvero un digestivo?

Se poi si considera che ho ancora una piccola foresta di basilico in giardino che aspetta di essere consumato prima di gelare, si unisce la voglia di “creare” qualcosa di nuovo, si agita il tutto per qualche giorno nella mia testolina matta… ecco che quando incontro la ricetta di Erborina è un colpo di fulmine!

Detto fatto!

Il digestivo al basilico

La ricetta è stata scopiazzata la prima volta dal blog di Erborina, poi leggermente modificata secondo i gusti del palato di GG (che poi è il fruitore finale dei mei pasticci).
La ricetta che segue è quindi quella del mio secondo esperimento, ma vi assicuro che l’originale era già perfetto!

 DSC05502-2

610300 ml di alcool

610 200 gr di zucchero

610 400 ml di acqua

610 due bei mazzi di basilico appena raccolto

610 1 limone non trattato

Per prima cosa preparare lo sciroppo portando ad ebollizione l’acqua con lo zucchero.
Lasciare raffreddare per bene e versarlo in un contenitore o in una bottiglia che si possano chiudere ermeticamente.

Aggiungere allo sciroppo le foglie di basilico e la scorza del limone (solo la parta gialla), quindi versare lentamente l’alcool nella mistura.

Questo è un piccolo trucco che ho imparato dalla mamma che produceva dei liquori buonissimi ma anche molto belli e limpidi.
Lei mi ha sempre detto di aggiungere l’essenza (l’alcool dove hanno macerato le scorze, le bucce, le foglie….) piano piano, poco alla volta, nello sciroppo.
MAI il contrario, pena un liquore torbido.

E io, da brava bambina, ho fatto che lei ha sempre detto!

Infusione

Lasciare riposare un minimo di 9 giorni, in un posto fresco ed al buio, agitando di tanto in tanto.

Passato questo tempo filtrare….. raffreddare e… degustare!

Basilico e limone

Mi toglierò lo sfizio di provare anche la versione più canonica… estraendo prima l’essenza nell’alcool e poi aggiungendo lo sciroppo…. ma devo ammettere che nonostante i miei iniziali dubbi questa ricettina ha sfondato alla Gatteria!

DSC05497

E la sera… un goccino, piccono piccino, prima di andare a dormire, occhi negli occhi con il mio GrandeGatto, poi le nanne, che domani è una altro giorno!

nasinasi affaccendati!

giovedì 17 settembre 2009

L’estate stà finendo….

E allora spariamoci una bella musichetta allegra e convinciamoci che anche l’autunno ha il suo bel perché, come le zucche, le castagne, il vino speziato, il caco… e tante nuove ricette da scoprire e da provare…

Intanto sulla blogsfera è un pullulare di ricette estive, sarà per tirare alle lunghe il più possibile questi ultimi scampoli di sole, riparandoci dai primi grigi?

E invece di zucche e castagne si parla ancora (anzi di più) di fichi, di pesche, d’uva e… di pomodori!

02 - lavati

Perché il pomodoro è il simbolo dell’estate!
Rosso, sugoso, dolce, con il sole che l’ha fatto maturare catturato nella polpa, non come quelle cose anemiche, traslucide, sciapide, che sanno di plastica che si trovano tutto l’anno nei banchi dei super.

In questi giorni ho letto di conserve di pomodoro, di pasta al pomodoro, di crostate di pomodoro… e siccome mi piace uniformarmi, ma una volta tanto…. va là che posso farcela…. vi dico la versione Gatteria!

E’ un ingrediente che compare spesso nella mia cucina, retaggio della mia bella Isola dove è fondamentale per molti piatti, dalla zuppa di pesce a Sa panada.

E siccome da questa parte del mare non lo trovavo, mi sono messa di buzzo buono e tutte le estati lo preparo con le mie zampine…

Indovinato?

Il pomodoro secco

02 - chiuso

…Che, se già i pomodori di loro sono un concentrato di sole, il pomodoro secco… di più!

O si…. non gli bastano mica 4 raggetti striminziti!

No no, lui vuole il sole grande, caldo, tanto caldo e tanto sole!

03-Sale e Sole

E se ne sta li, a pancia sopra, tutto bello impomatato di sale grosso, disteso a bere il sole, ad accumulare il sole, a farsi delle abboffate di sole…

Sta li per tutta la giornata, sputacchia fuori l’acqua e incamera il sole… però come scende la sera pretende di essere riportato subito dentro!

Che paura gli fa l’umidità!

Corri corri a riportare dentro tutte le cassettine-lettino solare! Corri che si arriccia tutto, mettilo al riparo in casa…. magari sopra un tappeto vecchiotto, perché dallo spavento piangerà lacrime di sale ancora per tutta la notte.

E poi la mattina…. lo riporti fuori…

04 - Il giorno dopo

E lo vedi che ha un aria un po' miserella… tutto arricciato, ha perso tutta la sua boria salata, si domanda se il sole c’è davvero di nuovo o se lo vuoi buttare allo sbaraglio.

Ma si pomodoro bello, si che c’è il sole…..

E allora vai a rimettergli la protezione…. uno per uno….

05 - La seconda salatura

Metti il sale, spargi il sale, metti il sale, spargi il sale… una cosina un po noiosa se devo dirla tutta…

E quando li hai di nuovo protetti con la loro bella copertina bianca, loro riprendono subito la boria e pretendono sole, sole…. tanto sole….

06- Panorama salato

C’è un po' da invidiarli, stesi li a ricaricarsi di energia mentre tu trottoli in giro tutto il giorno.

E dentro la notte, fuori la mattina e rimetti la copertina… che stress!

Intorno al terzo giorno, se il sole è stato di suo gradimento, la copertina della mattina non la devi rimettere, perché la notte smette di piangere e sta più tranquillo….

E tu però non puoi mica smettere di curarlo, e no… che ti pensi!

Della copertina non ha più bisogno, però iniziano i massaggi!

E si, perché a furia di arricciarsi dalla paura gli sono venute le contratture ai bordi, al pomodoro, e quindi quando lo porti la mattina fuori al sole, lo devi delicatamente allargare, perché possa esporre al sole TUTTA la sua superficie rossa e carnosa di accumulatore ad energia solare.
07 - Quasi pronto

Piano piano, come un massaggino decontratturante (ma dimmi te), perché altrimenti gli si rompe la buccia e a lui questa cosa qui non piace mica!

E ci vuole tempo…. in Sardegna in una settimanella erano belli pronti e sotto vetro…. qui mi occorrono anche 10 giorni…

…e si vede che il sole è diverso, e il pomodoro, si sa, è di buccia… ops… di bocca buona!

Poi un giorno, finalmente, ti accorgi che si sta stancando e le sue batterie sono quasi cariche,
08 - Quasi pronti insieme

l’acqua è andata via quasi tutta e per ogni goccina persa il pomodoro ha accumulato sole.

Quando gli schiacci la parte cicciottella senti che non si spiaccica più come un cuore di marmellata, ma fa solo un piccolo “sguisc” fra le dita.

Ancora poco, forza signor pomodoro, la sua fatica è quasi terminata!

Così aspetti un bel giorno… di sole, e piano piano inizi a chiudere le due metà una sull’altra…

10 - Paninetti al pomodoro

le metti insieme, le scuoti piano per togliere il sale in più, premi dolcemente tutto in tondo (lo vedi a cosa sono serviti i massaggini?) e fai combaciare il più possibile i bordi del pomo-panino.

A volte mentre prepari questi panini di sole, ti accorgi che sono ancora un pochino spaventati all’idea di lasciare l’estate e andare incontro all’inverno.

11 - Pronti partenza

E siccome anche tu non vorresti lasciare l’estate per l’inverno, allora li accontenti e li lasci ancora li… un altro giorno, a bearsi ancora un poco sotto quel sole caldo, ad accumulare energia, forza… sole!

Ma è giunta l’ora di abbandonare il campeggio estivo!

Si va dentro il barattolo… tutti vicini vicini per farsi compagnia nei lunghi mesi che verranno.

Prima di chiudere il coperchio li lasci respirare ancora, qualche boccata d’aria, un altro giorno?
Così si tranquillizzano e poi avviti il coperchio e li metti al riparo, al fresco e al buio, preferibilmente, così si addormentano.
Magari mentre dormono un po' di acquetta la tirano fuori ancora…. ma non c’è da preoccuparsi!
E’ il sale che continua a lavorare anche mentre i pomodori dormono beati…

01 - Barattolo

E quando in inverno tu prenderai uno di questi pomodorini e lo metterai in un soffritto, in un intingolo, in un sughino, in una zuppa o nel minestrone…. tutto il sole racchiuso si sprigionerà nel piatto!

E a tavola porterai ancora l’estate!!

nasinasisalati

mercoledì 16 settembre 2009

Tanti auguri Abdullah!

إن شاء الله‎ 

 Il Bel Moro

Per te la torta della vera amicizia (sul fondo) e…
ancora non hai visto niente!!!

Oggi compi gli anni, pensavi che non ci saremmo ricordati di te?
Come avremmo potuto… conoscerti è stato un dono.
Tu sei una persona speciale che con il suo sorriso ha spostato le montagne e superato frontiere di tutti i tipi!

Abdullah - PIC

L’amicizia, mio caro Abdullah, è un ponte solidissimo che unisce persone lontane e supera i silenzi più lunghi, ci fa gioire delle stesse gioie e patire le stesse lacrime.
Anche se non siamo nati dalla stessa madre, siamo nati dallo stesso Dio, in qualunque modo lo si chiami, quindi siamo fratelli, noi tutti, ma in particolare noi, che ci siamo scelti reciprocamente in mezzo a tante persone.

Io e GG, tu e Rosa, le bimbe…. persino i gatti (oinoi!), siamo una vera famiglia, separati con i corpi e uniti con le anime… e con la piccola, adesso, anche di più!

Grazie a Dio!

Abbiamo pensato a quale dolce dedicarti, nel giorno della tua festa, e fra tante opzioni ha vinto la torta che hai assaggiato alla Gatteria, quest’estate, fatta con gli ingredienti di questa Italia che anche tu ami, con la ricotta, con le visciole, e con l’amore che solo l’amicizia, quella vera, può dare!

Quando ho mandato le foto a Rosa la prima volta che la l’abbiamo assaggiata, gli avevo detto che mi dispiaceva non poterla mangiare insieme, perché era davvero speciale e lei mi ha fatto promettere che l’avrei rifatta quando saremmo stati tutti insieme.
Ho mantenuto la promessa (che mangiata quel giorno) e quindi adesso la vorrei promuovere da semplice “torta buona” a “torta della vera”.

Per te (e per Rosa che te la preparerà prima o poi) ecco:

La Crostata di ricotta e Visciole di fiordifrolla

E’ una ricetta “spudoratamente” scopiazzata (e ti pareva) dal blog di  fiordifrolla, e l’originale lo potete trovare qui.

Unica eccezione (scusa Camomilla)… ho usato la ricetta della mia frolla invece di quella indicata nella ricetta!

 04 In minuscolo
E’ che ci sono particolarmente affezionata alla mia frolla.
Il mio papà la trovava “unica” e lui era parco di complimenti, quindi ogni volta che la preparo mi sembra di preparare un dolcino per lui…..
voi provate la ricetta originale e sono sicura che non ve ne pentirete (conoscendo cosa fa lei!).

Ed ora, fine delle chiacchere, passiamo alla ricetta:

Per la frolla di miciapalina:

610  300 gr farina

610  150 gr burro

610  100 gr zucchero (possibilmente a velo)

610  2 tuorli d'uovo

610  la scorza grattugiata di 1 o 2 limoni

610  1 bustina di vaniglina (o un cucchiaio di essenza)

610  1 pizzico di sale

610  1 cucchiaio di limoncello

Ora che ho fatto la conoscenza con Santo Ken fare la frolla è diventato un piacere.
Metto il burro freddo tagliato a cubetti nella ciotola con lo zucchero e lavoro con il gancio a K a bassa velocità.
Sempre mantenendo la macchina in funzione, aggiungo la scorza di limone, la vaniglia, il liquore e i tuorli, uno ad uno, e alla fine la farina.
Faccio una palla velocemente e la metto in frigo almeno un’ora, in modo che il burro raffreddandosi si compatti.

Passato il tempo, stendo la pasta non troppo sottile con il mattarello (5 mm suggerisce fiordifrolla), e rivesto uno stampo (imburrato e infarinato oppure sopra la carta forno), ricoprendo bene anche i bordi.
Bucherello con una forchetta, copro con la carta forno, riempio con del riso (o fagioli o i pesetti appositi) e faccio cuocere in forno caldo (180° circa) per 25 minuti.

A questo punto ho imparato una magia (poi ditemi che questa donna non è geniale)…
Tolgo la frolla dal forno, elimino il riso e la spennello con un tuorlo d’uovo leggermente sbattuto….. magiaaaaaaa!
La frolla oltre che assumere un colore dorato (da vera torta) diventa impermeabile e resta friabile più a lungo, anche con una farcia umida come questa.
Rimetto in forno la frolla magica e faccio cuocere altri 10 minuti poi la faccio raffreddare per benino.

05 Nuda e cotta

Per la farcitura di Camomilla:

610  200 gr di ricotta

610  200 gr di panna fresca da montare

610  2 cucchiai di latte condensato (o anche 3)
610  250 gr di mamellata di visciole

Mentre la frolla magica raffredda, lavoro la ricotta per bene con il latte condensato fino a farla assomigliare ad una crema.
Monto la panna ben ferma e la aggiungo alla crema di ricotta mescolando piano dal basso verso l’alto, per non sgonfiarla (chi? la panna!)

01 Fiore

Quando il guscio di frolla magica è DAVVERO ben freddo, verso la crema di panna e ricotta, lo livello con la spatola e lo metto in frigo a raffreddare per almeno un ora.

Adesso vi accorgerete che la frolla è davvero magica, perché in questo passaggio in frigo, non si ammolla tutta ma rimane friabile e biscottosa, “frolla” appunto!

02 DettaglioCompleto la crostata stendendo la marmellata di Visciole, con molta delicatezza perché questa crema di ricotta e panna è delicatissima e… si festeggia!

Quindi, da parte di tutta la Gatteria, da GrandeGattto da miciapallina, dal fratellone e dalla mamma, che sta ancora più lontana…..

Tanti Auguri Abdullah!

 01 Compleanno

Buon Compleanno

Una fetta l’abbiamo già tagliata… ma tanto era in tuo onore! 

 
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